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Actualité Société

Salute materna e neonatale / Una visione condivisa per il futuro

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 La Fondazione Chiesi mobilita gli attori istituzionali in Costa d’Avorio impegnati nella lotta per ridurre la mortalità materno- neonatale


 Mercoledì scorso ad Abidjan si è tenuto un importante incontro sulla salute materna e neonatale, organizzato e ospitato dalla Fondazione Chiesi nell’ambito del suo evento annuale NEST Partners Meeting. Riunendo un panel di esperti, organizzazioni internazionali, stakeholder istituzionali e operatori sul campo, l'incontro, dal tema "Salute materna e neonatale: una visione condivisa per il futuro", si è prefissato di rafforzare le sinergie per migliorare l'assistenza a madri e neonati nel Sud Globale.  

 Tra i partecipanti, irappresentanti dell'OMS, dell'UNICEF, della Gates Foundation, Medici con l'Africa - CUAMM, Jhpiego e delle autorità sanitarie ivoriane. 


 Un incontro per raccogliere le migliori pratiche


 Massimo Salvadori, coordinatore della Fondazione Chiesi, ha ribadito l'obiettivo di questo seminario: scambiare idee, diagnosticare problemi, proporre soluzioni concrete e, soprattutto, condividere buone pratiche tra i singoli Paesi e le istituzioni. Questo dialogo aperto con gli stakeholder mira ad accelerare i progressi verso il raggiungimento dell'Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, in particolare dell'Obiettivo 3, che promuove la salute e il benessere per tutti e a tutte le età. 



 Per Maria Paola Chiesi, Presidente della Fondazione, "è insieme che possiamo migliorare la qualità dell'assistenza materno-infantile". La Fondazione si impegna a contribuire a ridurre la mortalità neonatale a 12 decessi ogni 1.000 nati vivi nei Paesi del Sud Globale, come previsto dall’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile 3,2 dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. "Crediamo nella collaborazione, nell'ascolto delle realtà locali e nell'importanza di partnership durature per guidare il progresso dei sistemi sanitari".



 L'esperienza del Burkina Faso: un modello per l'audit e la formazione continua

Intervenendo a questo workshop, la Professoressa Solange Ouedraogo, pediatra e consulente tecnica presso la Fondazione Chiesi, ha condiviso l'esperienza del Burkina Faso. "Dall'inizio dell'anno, nel nostro ospedale, effettuiamo audit sulla mortalità neonatale ogni due settimane. Questo ci permette di analizzare ogni caso, identificarne le cause e fornire raccomandazioni concrete al personale sanitario e all'amministrazione", ha spiegato. 


 Questo approccio ha prodotto risultati incoraggianti: "Alla fine del primo trimestre, abbiamo registrato un tasso di mortalità neonatale e materna inferiore al 10% nel reparto di neonatologia dell'Ospedale Universitario di Bodogodo", ha aggiunto. Ha sottolineato che la formazione in loco rimane una delle leve più efficaci per migliorare la qualità dell'assistenza. 


 

La situazione in Costa d'Avorio: sforzi, ma sfide persistenti

 Per il dottor Kacou Akonan, responsabile del dipartimento di mobilitazione delle risorse presso il Ministero della Salute, dell'Igiene Pubblica e della Copertura Sanitaria Universale, la situazione resta preoccupante nonostante gli sforzi del governo. 

 "Nel 2021, il rapporto tra mortalità materna e 100.000 nati vivi era di 385. Entro il 2030, in linea con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (OSS), puntiamo a ridurlo a 70 decessi ogni 100.000", ha affermato. In termini di mortalità neonatale, la Costa d'Avorio registra 50 decessi ogni 1.000 nati vivi. Le cause di morte più comuni nelle madri sono le emorragie postpartum, mentre nei neonati sono le infezioni respiratorie acute, la malaria e altre patologie prevenibili. 

 "Esistono programmi per affrontare questi flagelli, ma la loro efficacia dipende da un'attuazione coordinata e da un coinvolgimento multisettoriale", ha concluso. 



 Sfide e prospettive


 Questo incontro segna un passo importante nell'impegno regionale e internazionale per ridurre la mortalità materna e neonatale prevenibile. Promuovendo il dialogo tra governi, esperti medici e partner tecnici, la Fondazione Chiesi riafferma il suo ruolo di catalizzatore per lo sviluppo locale e la creazione di soluzioni sostenibili per la salute materna e neonatale. 

Adonis N’guessan

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